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CHIRURGIA ESTETICA

Chirurgia Estetica

Asportazione di lesione cutanea
Lesioni antiestetiche quali il neo semplice, il grosso neo congenito, il lipoma o la cisti sebacea, pur generalmente prive di significato patologico (e quindi benigne), possono essere asportate chirurgicamente per motivi estetici. A seconda della dimensione originaria della lesione può essere sufficiente un singolo intervento di chirurgia plastica o può esserne necessario più d’uno a distanza di tempo. Nella maggior parte dei casi il risultato è una cicatrice lineare estetica I tumori della pelle (spinalioma; basalioma; nevo displastico; melanoma maligno etc..) devono essere asportati chirurgicamente per una corretta radicalità. L’esame istologico (ossia lo studio al microscopio del tumore della pelle) dà inoltre la certezza diagnostica, la descrizione del grado di malignità e consente di impostare eventuali successive terapie e/o controlli. L’asportazione chirurgica di questi tumori cutanei richiede una tecnica accurata e radicale. La chiusura del difetto creato dall’asportazione può essere ottenuta, in mani capaci, con una sutura lineare molto estetica. Le cicatrici sono generalmente molto poco visibili (specie nel volto) e collocate lungo pieghe e rughe naturali della pelle. Per tumori della pelle di dimensioni maggiori l’asportazione richiede tecniche di chirurgia plastica più complesse come la rotazione di lembi di pelle o l’utilizzo di innesti cutanei.

Ricostruzione lobo auricolare
La schisi del lobo auricolare (lobo bifido, lobo fesso) consiste nella rottura del lobo in due metà ed è frequentemente provocata da un orecchino strattonato. Più raramente il lobo bifido può essere congenito (ossia presente dalla nascita). In entrambi i casi il problema può essere facilemente risolto con un intervento di plastica del lobo auricolare. Entro 30 giorni è possibile rimettere gli orecchini. I lobi auricolari eccessivamente voluminosi possono essere ridotti con un intervento di chirurgia plastica ambulatoriale. E' possibile inoltre modificarne la forma rendendoli più arrotondati oppure avvicinarli alla guancia se sono eccessivamente distaccati.

Blefaroplastica
La blefaroplastica è una tecnica di chirurgia estetica che consente di trattare gli inestetismi della regione orbito-palpebrale. Con la blefaroplastica superiore possono essere eliminati gli eccessi di pelle della palpebra superiore (blefarocalasi e ptosi palpebrale), che conferiscono uno sguardo triste e spento, e nel contempo è possibile rimuovere l’eccesso di grasso che talvolta si accumula in questa sede, ridefinendo il solco palpebrale superiore. La blefaroplastica inferiore consente invece di trattare efficacemente le borse palpebrali inferiori che danno al viso un’aria stanca e invecchiata. Frequentemente entrambe le tecniche di correzione palpebrale vengono associate per un trattamento di ringiovanimento completo della regione orbitarla.

Liposcultura con cavitazione interna
La microlipocavitazione si effettua in anestesia locale, in modalità ambulatoriale e consente la riduzione dei “cuscinetti” localizzati di addome, fianchi, cosce, ginocchia, mento e braccia senza incorrere nei rischi associati alla lipoaspirazione tradizionale. Il trattamento prevede l’utilizzo di cannule sottilissime che a diretto contatto con il tessuto adiposo sciolgono il grasso che in parte viene aspirato mediante una cannula, anch’essa sottilissima, e in parte riassorbito dall’organismo in maniera fisiologica. Non si applicano punti di sutura ma piccoli cerotti e si indossa una guaina compressiva per 15 giorni. Un ulteriore vantaggio della tecnica è quello di migliorare l’aspetto della pelle, che diventa tonica ed elastica grazie all’effetto lifting dato dalla stimolazione del collagene. I risultati sono visibili già dopo poche settimane a seguito di una sola seduta, gli esiti stabili nel tempo. Della durata di circa un’ora, la seduta prevede una prima parte con cavitazione ultrasonica effettuata con una sonda sottile attraverso un taglio di pochi millimetri direttamente nel grasso (e non utilizzando un semplice manipolo transdermico molto meno efficace e preciso), e una seconda parte per la lipoaspirazione a mano libera del grasso frantumanto. Grazie agli ultrasuoni interni si ottiene inoltre un notevole effetto “lifting” sulla cute di tutta l’area trattata e di quelle immediatamente circostanti, così da evitare lo sgradevole risultato di un eccesso di pelle cadente e flaccida tipico delle liposuzioni tradizionali.

Labioplastica
Le gravidanze, una predisposizione individuale o anche il semplice invecchiamento possono portare ad una ipertrofia (eccesso) delle piccole labbra della vulva. Ciò, oltre che essere antiestetico, può rendere difficoltoso il rapporto sessuale. Con un semplice intervento chirurgico di riduzione è possibile rimodellare le piccole labbra ed eliminare definitivamente il problema. L’intervento può essere associato all’aumento delle grandi labbra. Analogamente alle piccole labbra anche le grandi labbra dei genitali esterni femminili possono subire un processo di invecchiamento svuotandosi e perdendo turgore (ipotrofia delle grandi labbra). In questo caso la procedura indicata è quella del lipofilling delle grandi labbra. Questo intervento non è altro che un normale lipofilling utilizzato per ridare tonicità e volume alle grandi labbra.

Lipofilling
Il significato letterale di lipofilling è “riempire con il grasso”. L’innesto di grasso autologo (ossia prelevato dallo stesso paziente) è una tecnica abbastanza tradizionale e consolidata in chirurgia plastica ma dagli anni ‘90 ha subito diverse rivisitazioni e ridefinizioni e la sua applicazione si è notevolmente ampliata. Attualmente il lipofilling ha molteplici applicazioni sia in chirurgia plastica estetica che ricostruttiva. La tecnica di prelievo del grasso (che verrà poi reimpiantato) è quella della liposuzione e pertanto il lipofilling può essere utilmente abbinato ad una liposuzione o liposcultura estetica di altre sedi, quali addome e fianchi. L’aumento estetico di alcune aree del volto (quali zigomi, guance o labbra) può essere ottenuto tramite questa tecnica di impianto di tessuto adiposo “proprio”. I risultati che si possono ottenere sono estremamente naturali e, sebbene richiedano più di un trattamento, permanenti e virtualmente privi di complicanze. Il lipofilling è inoltre utilizzato per migliorare molti interventi di chirurgia ricostruttiva soprattutto nel campo della ricostruzione mammaria post oncologica (e quindi dopo mastectomia o quadrantectomia) o della ricostruzione post traumatica degli arti. In questi casi oltre che l’effetto “riempitivo” il grasso reimpiantato porta con se una buona quota di cellule staminali in grado di “sanificare” i tessuti danneggiati (es. la pelle lesa dagli esiti di radioterapia).

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